San Nicandro – Tzfat. Il viaggio di Eliezer Nazario Tritto

E’ scomparso in Alta Galilea, uno dei protagonisti della straordinaria vicenda di San Nicandro Garganico, un caso unico nella storia dell’ebraismo

1951: La nascita della prima figlia Miriam in uno scatto del fotografo David Seymour, conservato al Beit Hatefuzot, il Museo della Diaspora a Tel Aviv


Pubblicato il 12/02/2018
Ultima modifica il 12/02/2018 alle ore 13:59

Abbracciò l’ebraismo in Puglia, emigrò in Israele negli anni ’40 e per la sua comunità è stato una vera e propria guida. E’ scomparso a Tzfat, in Alta Galilea, Eliezer Nazario Tritto, uno dei protagonisti della straordinaria vicenda di San Nicandro Garganico, un caso unico nella storia dell’ebraismo. Tritto era uno dei “discendenti spirituali” di Donato Manduzio, il bracciante pugliese che negli anni ’20 sposò l’ebraismo, fondando la comunità ebraica di San Nicandro, a cui aderirono i suoi seguaci.  

 

La prima comunità quando nel Sud Italia l’ebraismo era sopito  

Donato Manduzio, che proviene da una modesta famiglia pugliese, dà vita alla comunità composta principalmente da contadini: persone semplici, che con dedizione e fede nella vita quotidiana mettono in pratica in modo capillare le numerose norme religiose, quando l’ebraismo nel Sud Italia è ancora sopito. Eliezer Tritto è il figlio di uno dei primi seguaci di Manduzio, e anche lui subisce, da bambino, le vessazioni del Fascismo sui banchi di scuola. Gli ebrei di San Nicandro, che mantengono anche nei momenti storici più bui rapporti costanti con l’ebraismo ufficiale italiano, nel ‘43 incontrano i soldati della Brigata Ebraica, e ricevono le visite di Enzo Sereni. Oggi la comunità è viva, e rappresenta un esempio virtuoso per il risveglio e la riscoperta dell’ebraismo che il Sud Italia sta vivendo. 

 

Da San Nicandro a Tzfat: il viaggio di Eliezer  

Tritto nel ’49 sceglie assieme ad altri settanta ebrei di San Nicandro di emigrare in Israele: è il primo gruppo della comunità a trasferirsi nello Stato Ebraico. Sposa Ester, anche lei originaria di San Nicandro, da cui ha cinque figli. A Tzfat apre un negozio di falafel, diventato poi punto di incontro per l’intera comunità che porta con sé anche le usanze pugliesi. Uno dei più appassionanti racconti sulla vita di Eliezer lo ha realizzato Vincenzo Condorelli assieme ad Eti Tritto (nipote di Eliezer) nel documentario “Tzfat San Nicandro. Il viaggio di Eti”, in cui la giovane laureanda in cinema compie un viaggio tra il Gargano di Puglia e l’Alta Galilea per ricomporre la storia dei suoi nonni. «Con Eliezer viene a mancare una delle figure più importanti e storiche della comunità degli ebrei di San Nicandro Garganico. – dice il presidente del Comites di Gerusalemme Beniamino Lazar - Molti libri sono stati scritti, diversi film e documentari sono stati prodotti, molti sono gli anni trascorsi da allora, ma la storia di questo gruppo resta sempre affascinante. Eliezer Tritto è stato un trascinatore. E la sua storia è un esempio, al pari di quella di tutti gli ebrei giunti (in Israele) da San Nicandro e oggi pienamente inseriti nel paese, nell’esercito, nell’agricoltura, nel commercio, nell’educazione e anche hi-tech». 

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