Il direttor Baglioni, un po' narciso Donne smettetela con 'sto Favino
Il direttor Baglioni, un po' narciso Donne smettetela con 'sto Favino
ANSA
marinella venegoni
11/02/2018

SANREMO  

 

CLAUDIO BAGLIONI. Voto: 8  

Sa di primato olimpico l’exploit del cantautore di sentimenti più amato d’Italia. Ha tirato fuori una verve sepolta da decenni sotto l’ugola tesa. Ha mostrato come la cultura si possa declinare in umorismo, decisionismo, e anche narcisismo. Ha alzato l’audience, pur rimanendo di colorito rigorosamente pallido. 


 

 

PIERFRANCESCO FAVINO. Voto: 9  

E’ nato un nuovo sex symbol, che cancella le braghe di pelle nera di Pelù a colpi di farfallini e smoking più o meno impeccabili. Torme di donnette spettatrici, intellettuali e panettiere, si sono agitate per giorni peggio dei maschi con Belen. Urgono autocritiche severe.  


 

 

MICHELLE HUNZIKER. Voto: 9  

Sarà perché è svizzera, oppure perché è così magra, bionda, ricca o peggio ancora amica della Bongiorno? Si sono sprecati in pochi/e sulla sua bravura a tutto tondo, dall’eleganza al canto alla simpatia istintiva, così poco abituale fra le showwomen italiane. E poi non è più vero che ride sempre, care donne.  


 


 

 

LA CANZONE PUZZLE. Voto: 4  

Un’ultima disgrazia si può abbattere sulla canzone italiana. Che diventi un’abitudine la formula puzzle: pezzetti di creatività appiccicati fra loro, per lavorare meno e lavorare tutti e dividersi la Siae o chi per essa. Orribile visione. Fermatevi.  


 

 

 

MIRKOEILCANE. Voto: 10  

Nell’eccessiva esposizione di romani (a partir dal capo), al Sanremone 2018 suscita invece grande tenerezza Mirko Mancini, che ha fatto della traversata di un bimbo migrante una poesia intensa non attaccabile neanche da Salvini (forse). Premio della critica.  


 

 

GIANNA NANNINI. Voto: 8  

L’amore gigante di Penelope ha trasformato la signora Nannini? Pettinata, sorridente di un sorriso più dolce che beffardo, è stata protagonista di un succulento duetto con Baglioni su «Amore bello», strappandogli via con un lento ogni retorica, e realizzando il picco d’ascolto di 13,7 milioni di spettatori.  


 

 

 

MILVA E LA FIGLIA MARTINA. Voto: 10  

Picco di share, invece, con il 61,06 % alle 0,37 di venerdì: ora vergognosa per dare un premio alla carriera. Ma Martina Corgnati, figlia di Milva destinataria del premio, ha incantato recitando in prima persona le parole della Mamma. Da attrice consumata. 


 

 

ELIO E LE STORIE TESE. Voto: onore ai vinti  

Hanno collezionato negli anni ogni possibile lode, dalle arene al Festival. Sepolti da complimenti e intoccabili finché hanno commesso il primo errore, tardivo, posticipando il ritiro per partecipare a questo Sanremo e per un ultimo tour. Critiche e votacci che sono piovuti, niente tolgono a una storia gloriosa. 


 

 

SINDACO ALBERTO BIANCHERI. Voto: 8  

Sui sindaci di Sanremo nei 68 anni di Festival si potrebbero scrivere romanzi, spesso dell’orrore. Biancheri, in carica, ha derazzato in meglio con cultura, misura, eleganza e senso del limite quando parla dei fiori (che sono anche il suo business).  


 

 

 

IL DOPOFESTIVAL DI EDOARDO LEO. Voto: 4  

E’ arrivato con spirito da rottamatore, circondato da colleghi attori, nell’arena celebre per memorabili risse e qualche maleducazione resa digeribile dalla notte. Il teatrino del Casinò è diventato un salotto ovattato dove si dormiva benissimo.  


 

Archivio