Le regine del pop hanno perso la corona. 2018, anno della svolta

Scende la quota rosa in hit parade (e al Festival). Ma Pausini, Emma e Amoroso guidano la riscossa

Giorgia (Giorgia Todrani, Roma 1971): è attualmente in classifica con l’album «Oronero Live», registrato in concerto


Pubblicato il 03/02/2018
Ultima modifica il 03/02/2018 alle ore 12:14
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Le regine della musica hanno messo la corona nel cassetto. I tempi in cui Mariah Carey piazzava quasi ogni nuovo singolo in cima alle classifiche sembrano ormai lontanissimi. E sebbene le donne nel corso degli ultimi quarant’anni siano riuscite a conquistare importanti traguardi, battendo record su record, il 2017 potrebbe essere ricordato come una repentina frenata nella corsa alla vetta. Se in America molte cantanti hanno brillato meno del previsto, in Italia non è andata di certo meglio. Nessun disco (solista o con canzoni inedite) di una donna è arrivato al numero 1. Nella classifica settimanale degli album più venduti dell’anno scorso le uniche presenze femminili, al primo posto, sono Mina (in coppia con Celentano) e Cristina D’Avena (che ha cantato le famose sigle dei cartoni animati con altri big della musica).  

 

La beniamina di grandi e piccini è l’artista che si piazza meglio - ventesima posizione - nella chart annuale. Per trovarne altre bisogna scendere: Federica Carta, ex allieva della scuola di Amici, è ventiquattresima, due posti più sotto c’è Giorgia. Nella Top 100 figurano poi la combattente Fiorella Mannoia e decisamente più indietro Levante (cinquantaquattresima), Gianna Nannini, Alessandra Amoroso, Elisa (con la raccolta Soundtrack ’97-’17) e Paola Turci.  

 

Anche a Sanremo le quote rosa sono ai minimi. In gara sono solo in quattro (su venti): Noemi, Nina Zilli, Annalisa e Ornella Vanoni. Tra le fila dei giovani, invece, ci sono Eva, Alice Caioli e Giulia Casieri. Ci consoleremo, però, con le grandi ospiti: sul palco ci saranno infatti anche la cantautrice di Oronero e Gianna Nannini. 

 

Il 2018, però, potrebbe segnare una svolta. Con il ritorno di Laura Pausini (pure lei guest star all’Ariston), Emma e Alessandra Amoroso, le voci femminili potrebbero mettere all’angolo i colleghi. C’erano grandi aspettative anche per Francesca Michielin e il suo 2640: il disco sta andando bene, ma si è fermato in seconda posizione, lasciando la prima a Nitro. Nonostante questo, comunque, l’ex vincitrice di X Factor è una delle poche ventenni con un pubblico così ampio. E se all’estero le giovani reginette delle hit parade non mancano - da Selena Gomez ad Ariana Grande, da Miley Cyus ad Halsey - nel Belpaese non si vede una nuova, forte, generazione di cantanti.  

 

Se per quanto riguarda gli uomini, anche grazie al rap, il ricambio c’è stato eccome (basta pensare a Ghali, Sfera Ebbasta, Izi, Rkomi), sul versante femminile scarseggiano ancora i numeri per invertire la rotta. E dire che di artiste di talento ce ne sarebbero molte, a cominciare da Federica Abbate, che non solo ha un gran bella voce ma è anche un’autrice formidabile.  

 

In un’intervista a La Stampadi qualche tempo fa, Mara Maionchi sosteneva che le difficoltà di entrare in classifica sono dovute solo a un fattore di tempo. «Forse è perché gli uomini hanno iniziato prima. Forse hanno avuto più attenzioni, forse per loro è stato più facile. Oggi, però, ci sono tante donne interessanti nel panorama musicale», spiegava la produttrice discografica. Dunque ben presto saranno loro a dominare le chart mondiali. Intanto, però, se guardiamo ai singoli più venduti del 2017 la situazione appare critica: l’unica canzone di un’italiana nelle prime cento è Voglio Ballare con te di Baby K.  

 

Gli altri duetti presenti, infatti, sono collaborazioni realizzate per altri: Arisa per Takagi & Ketra, Levante con Fedez e J-Ax, Consoli con Ferro e Annalisa con Benji & Fede. Ciò significa che sfornare una hit è quasi più difficile che creare un buon album. Affermazione che pare valere anche negli Stati Uniti, dove i singoli delle donne negli ultimi tempi faticano a salire sul gradino più alto della Billboard Hot 100 (la madre di tutte le classifiche). Taylor Swift con Look What You Made Me Do e Cardi B con Bodak Yellow hanno interrotto un digiuno che durava da parecchio. La seconda, per di più, è l’unica rapper ad aver raggiunto il numero uno in diciannove anni (in precedenza lo scettro era nelle mani di Lauryn Hill).  

 

A settembre scorso, comunque, Billboard ha comunicato che solo il 14% dei singoli del 2017 - che sono volati davanti a tutti - sono stati realizzati da esponenti del gentil sesso. Inoltre, dischi come quello di Miley Cyrus o di Demi Lovato non sono stati in grado di centrare i traguardi sperati, forse proprio perché non avevamo un brano capace di scaldare i cuori. 

 

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scritto da: Alice Castagneri a Torino TO
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