“Diventare un albero”, a Bologna nasce un parco per disperdere le ceneri dei defunti

L’associazione Trees propone di associare alla nascita di una pianta quella di una persona cara che non c’è più, ma anche per le nascite


Pubblicato il 16/01/2018
Ultima modifica il 16/01/2018 alle ore 20:22
corrispondente da bologna

Lo spirito del progetto “Diventare un albero” è molto poetico: associare la dispersione delle ceneri di una persona cara alla nascita di una pianta all’interno di un parco cittadino, anche per strapparle alla freddezza della sepoltura in un cimitero, com’è consuetudine nella nostra cultura. L’area verde è già stata individuata, si trova all’interno di un parco agricolo-naturale del comune di Bologna, che ha dato il suo assenso di massima all’iniziativa e deve solo ufficializzarla. «Abbiamo presentato il progetto tre anni fa e nel 2016 l’abbiamo proposto all’amministrazione – spiega Domenico Perilli, presidente dell’associazione Trees -. Entro la fine di quest’anno daremo inizio all’unione fra ceneri e alberi in aree verdi private, secondo un concetto di parco diffuso, in attesa della decisione ufficiale per cui ci sono tutte le migliori premesse».  

 

Non ci sono precedenti, né in Italia né, a quanto risulta agli ideatori, in altri Paesi, anche se in California e in Australia sono state presentate proposte analoghe: «La nostra peculiarità è che andremo a piantare nuovi alberi non solo per le morti, ma anche per le nascite», aggiunge Perilli. L’idea è piaciuta a tal punto che sono già arrivate oltre cento richieste, e non si tratta soltanto di atei: «Hanno fatto domanda alla nostra associazione anche cattolici e musulmani. Abbiamo interpretato una vera e propria esigenza diffusa, perché molte persone vogliono che le loro ceneri siano disperse in natura, e questo è un modo per essere vicini a una sorta di chiesa della natura. D’altra parte, la cremazione in Italia è in aumento esponenziale: siamo al 20% del totale delle sepolture». 

 

L’associazione Trees insiste su una proposta di profondo cambiamento culturale, «per dare un’idea di diversità rispetto al cimitero di concezione napoleonica» che è il modello dominante nel nostro Paese. Quanto agli aspetti legali, la legge vieta di disperdere le ceneri entro 300 metri dai centri abitati, ma l’area trovata a Bologna risponde ai requisiti richiesti e i resti potranno essere dispersi senza problemi nei solchi del terreno di fianco alla pianta prescelta. Il tipo di albero invece risponderà alla biodiversità di queste zone: «Pensiamo alla quercia, al frassino e ad altre varietà tipiche della regione. Sarà un sito di commiato, tagliato su misura rispetto alle dichiarazioni testamentarie».  

 

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