Tar Piemonte, ok al rilascio della licenza di caccia nonostante una condanna per furto 35 anni fa

Accolto il ricorso di un cuneese al quale la questura aveva negato il porto d’armi
AP


Pubblicato il 16/01/2018
Ultima modifica il 16/01/2018 alle ore 20:03
cuneo

Avere riportato una condanna per furto 35 anni fa non può impedire a un cittadino di ottenere il rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia. È quanto afferma il Tar del Piemonte nella sentenza con cui ha accolto il ricorso di un uomo cui la questura di Cuneo aveva negato la concessione. «Urta finanche la sensibilità comune - scrivono i giudici - che dopo 35 anni di buona condotta un cittadino non possa presentarsi davanti all’amministrazione in condizioni di parità con gli altri cittadini incensurati, sia pure per accedere a un titolo abilitativo al porto d’armi». 

Il problema ruotava attorno a un precedente penale del 1979: una condanna per furto continuato e porto illegale di armi in concorso. Nel 1985 era arrivata la riabilitazione, ma la questura aveva sancito di non poter rilasciare il permesso perché i reati erano «ostativi». 

 

Il Tar, dopo avere osservato che gli orientamenti della giurisprudenza non sono univoci, ha stabilito che la preclusione non può essere automatica: bisogna infatti valutare altri aspetti, come «il lungo tempo intercorso all’epoca del reato senza la commissione di ulteriori illeciti». La Questura, dunque, dovrà «procedere a una prognosi concreta» che tenga conto di tutto. 

home

home

La Stampa con te dove e quando vuoi

I più letti del giorno

I più letti del giorno