Dopo le proteste la Tunisia annuncia un pacchetto di misure per le famiglie in difficoltà

Il bilancio dell’ultima settimana di scontri è di 803 persone arrestate e 97 agenti feriti


Pubblicato il 14/01/2018
Ultima modifica il 14/01/2018 alle ore 11:37

È di 803 persone arrestate, 97 agenti di polizia feriti, 87 autoveicoli danneggiati e alcune caserme di polizia date alle fiamme il bilancio dell’ultima settimana di scontri e disordini in Tunisia tra giovani manifestanti contro il carovita e le forze dell’ordine. Tra gli arrestati anche 16 estremisti islamici. Lo ha reso noto il portavoce del ministero dell’Interno, Khalifa Chibani. 

 

Da registrare inoltre il decesso a inizio settimana nei disordini a Tebourba, di un uomo di 43 anni, Khemaies Yeferni, dichiarato morto all’ospedale Rabta di Tunisi. Sulle circostanze della sua morte è stata aperta un’indagine. Secondo fonti mediche il giovane sarebbe arrivato in stato di asfissia all’ospedale con ferite sul corpo. Secondo il ministero dell’Interno sarebbe giunto al pronto soccorso in stato di asfissia poiché malato di asma. 

 

Il governo di unità nazionale ha annunciato ieri una serie di misure a favore delle famiglie bisognose da circa 70 milioni di dinari tunisini (circa 23,5 milioni di euro). «Garantiremo un reddito minimo alle famiglie bisognose - ha detto il ministro tunisino degli Affari sociali Mohamed Trabelsi - l’assegno sociale aumenterà da 150 a 180 o 210 dinari, a seconda del numero di figli». Il pacchetto prevede anche il raddoppio delle sovvenzioni dedicate ai bimbi diversamente abili, la gratuità delle cure per i disoccupati, l’istituzione di un fondo di garanzia per prestiti e agevolazioni per l’acquisto della prima casa. 

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