A lezione di economia e turismo dai bambini della scuola primaria Sonaglia di San Paolo Solbrito

I bambini raccolgono e catalogano quello che li circonda poi inventano le storie


Pubblicato il 14/01/2018
san paolo solbrito

E’ la lezione più bella. A San Paolo Solbrito sono i bimbi dell’asilo a insegnare agli adulti a promuovere il territorio. La condizione essenziale? Lasciare che i bambini facciano i bambini.  

 

Disconnetterli dal mondo degli adulti, restituirli alla logica della natura, del sogno e della fantasia. Un’idea così non poteva che venire ad una maestra con 40 anni di esperienza, ora volontaria. Si chiama Silvia Martini e, anche se si schermisce, è il faro della scuola d’infanzia paritaria Paolo Sonaglia.  

 

L’istituto, presieduto da don Luigi Trinchero è frequentato da 21 bambini. Si varca la soglia del giardino e si entra in una villa storica dove il presente che profuma d’infanzia dissolve il fasto del passato. 

 

I bambini hanno un sacco di cose da dire e una logica naturale. Spiega Silvia: «Bisogna ascoltarli e lasciarli sperimentare». Eccolo il bandolo. Ad esempio dalla pannocchia si è sviluppato un percorso storico e economico. Sono stati i nonni a portare in classe i ricordi. Di quando le pannocchie erano bambole da vestire, trenini, «antenati» delle costruzioni.  

 

Ma pannocchia oggi è grano, pop corn, educazione all’ambiente, è capire il grano si coltiva nei campi e che a San Paolo ce ne sono tanti. E che è da lì che parte il pane che si compra nella panetteria che vende anche i dolci di una volta. E nei campi pascolano le mucche (l’ allevamento è una delle attività principali di San Paolo).  

 

Una lezione di economia che è frutto delle passeggiate. Dice Silvia: «I bambini sono esploratori naturali. Guidati dalla curiosità diventano creativi. E’ in questo modo che abbiamo costruito la strega Gallina». Un gioco fantastico: i bambini sono stati divisi in due gruppi e sono andati a vedere cosa si trova in campagna. Un excursus nei noccioleti con la creazione di una mappa e del «tom tom». Nel cestino i piccoli hanno messo piume, sassolini, foglie, gusci, piccoli tesori che si trovano nei campi. Hanno imparato i nomi delle erbe, toccato, annusato, trovato indizi. In classe hanno inventato la strega Gallina che a turno con la voce di ognuno di loro racconta una storia che fa parlare il territorio. In più hanno raccolto il materiale «verde» in libricini messi in vendita ad offerta per finanziare le attività della scuola.  

 

Questi bambini sono e saranno gli ambasciatori di San Paolo Solbrito. Sono alti un soldo di cacio ma ne sanno di più di tanti adulti.  

 

C’è molta manualità in questa scuola. Un papà falegname ha costruito una casetta sull’albero. E la maestra Silvia sogna un laboratorio di falegnameria «perché il legno è vita, è caldo, è fantasia, storia». 

 

Don Luigino Trinchero sottolinea l’importanza del coinvolgimento della famiglia: «E’ essenziale perchè qui i bimbi trascorrono gran parte della loro giornata. L’armonia si tesse insieme».  

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