Allo Spazio Kor va in scena la vicenda della zia e della cugina di Jaqueline Kennedy

Elena Serra e Chiara Cardea rievocano in «Edith» le protagoniste decadute della vita mondana nella New York degli anni ’50

Elena Serra e Chiara Cardea in «Edith»


Pubblicato il 13/01/2018
asti

C’è una singolare crudeltà nella vita mondana newyorkese che può trasformare in brevissimo tempo l’esistenza di una persona. Di questo e altro racconta «Edith», lo spettacolo che andrà in scena stasera (sabato 13 gennaio 2018) alle 21 allo Spazio Kor nell’ambito della rassegna «Parole d’Artista» diretta da Valter Malosti del Teatro di Dioniso

Lo spettacolo ha avuto un prologo a novembre, con «Edith’s Party», happening in cui il pubblico è stato invitato a partecipare con abiti anni ’30. È una produzione di Elena Serra (che cura anche la regia) e Chiara Cardea, entrambe in scena; la produzione è del Teatro della Caduta con il sostegno di Fondazione Piemonte dal Vivo e vari sponsor. 

 

La vicenda  

«Edith» trae origine da una storia autentica: nel 1972 Lee Radzwill, sorella di Jacqueline Kennedy, commissionò a David e Albert Maysles un documentario sulla sua famiglia. I due cineasti scoprono così Grey Gardens, una casa in rovina sull’oceano, e delle sue eccentriche abitanti: un’anziana madre bloccata dall’artrite, e la figlia nubile di 58 anni. Vivono in una casa fatiscente piena di insetti, gatti, procioni, immagini sbiadite, sporcizia e ricordi disordinati. Sono Edith Ewing Bouvier Beale e sua figlia Edith Bouvier Beale , Big Edie e Little Edie, zia e cugina di Jacqueline Kennedy.  

Le due Edith sono state protagoniste fino agli anni ’50 della vita mondana newyorkese, diventando simbolo di scandalo e decadenza: volontariamente isolate nella loro villa a East Hampton, si abbandonarono al degrado. 

Dopo la decisione della committente di abbandonare l’idea del documentario, i fratelli Maysles proseguono autonomamente il lavoro, tornando nella villa e producendo nel 1975 un caposaldo del «direct cinema»: «Grey Gardens». 

 

Lo spettacolo  

L’adattamento teatrale di Elena Serra e Chiara Cardea si concentra sul rapporto tra le due donne, fatto di recriminazioni e affetto, amore e odio. Le attrici hanno studiato e tradotto i dialoghi del film e approfondito la vicenda delle due Edith, scoprendo inaspettate analogie con la propria biografia artistica.  

Nasce così una drammaturgia originale che colloca il racconto teatrale su due livelli: c’è la storia di una donna alla ricerca della propria indipendenza e di una madre quasi disincarnata, che prende vita attraverso le proiezioni ossessive della figlia sul suo ruolo e le sue responsabilità; e c’è il rapporto tra un’attrice alla ricerca della propria maturità creativa e una regista che guida, quasi invisibile, il suo percorso, in una tensione continua di complicità e contrasto. 

Le attrici agiscono in una installazione teatrale di Jacopo Valsania, una macchina che riassume i tratti essenziali della decadente villa di Grey Gardens, co-protagonista della vicenda; i costumi e il trucco, curati da Anna Filosa, vestono le attrici in un continuo e paradossale défilé, tra le reminiscenze di un lusso ormai sbiadito e il glamour eccentrico e geniale degli abiti fai-da-te di Little Edie; infine, il progetto sonoro di Alessio Foglia, un flusso incessante di musiche e suoni.  

«Il nostro lavoro prende l’avvio dal desiderio di indagare le possibilità drammaturgiche della coppia femminile nel contesto culturale postmoderno - spiega Elena Serra - ragionando non solamente in termini di drammaturgia teatrale, ma cercando materiali spuri che spaziassero dalla cronaca al cinema, dall’arte figurativa alla pubblicità». 

E aggiunge: «La storia di queste due donne ci ha colpito fin da subito. Incarnano a pieno l’icona della diva in decadenza de “Il viale del tramonto”, la coppia disfunzionale e sociopatica delle sorelle Papin, la ribellione alla borghesia e il rapporto incestuoso delle Serve di Genet, l’inesorabile e ironica disperazione della Winnie di Beckett. Sono costantemente in bilico sull’orlo della sopravvivenza materiale e della follia».  

 

Spazio Kor  

piazza San Giuseppe  

stasera alle 21  

Ingressi: 10 euro (ridotti 8 euro)  

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