Buongiorno

Bar Condicio


Pubblicato il 13/01/2018
Ultima modifica il 13/01/2018 alle ore 07:03

Funzionerà così: se in un talk show si parlerà, chessò, dello Ius soli, ci vorranno dei giornalisti per lo Ius soli e dei giornalisti contro lo Ius soli. È il nuovo regolamento della par condicio imposto dal garante, per cui non soltanto gli ospiti della politica ma pure quelli dell’informazione devono garantire «uno spazio adeguato a altre sensibilità culturali». Però non è grave, è soltanto un po’ ridicolo: nel Paese in cui nessuno rispetta le regole è ovvio moltiplicarle, di modo che se ne possano infrangere sempre di più. E in effetti qui sarà uno spasso.  

 

Come già si è chiesto Enrico Mentana, se serve un giornalista antirenziano, dovrà essere un antirenziano da destra, da sinistra, tendenza Cinque Stelle, minoranza Pd? E qui si aggiunge: quanto deve essere antirenziano? Se si discute del governo Renzi, bisogna disapprovare tutte le leggi del governo Renzi? Almeno il settanta per cento? E qualora se ne disapprovi una sì e una no, e si è per metà renziani e per metà antirenziani? Fin qui è quasi facile. 

 

Ma se si imbastisce una trasmissione in cui si parlerà di razzismo, servirà un giornalista sostenitore del razzismo? «Scusa, martedì parliamo di razzismo. Tu verresti a fare il giornalista razzista, per garantire un adeguato spazio ad altre sensibilità?». E se la si imbastisce sui danni dell’alcolismo, toccherà trovare il giornalista alcolizzato (quelli non mancano, in effetti) che magnifichi le proprietà creative del whisky? Però, davvero, non è grave. Basta fare come già fanno alcuni di noi: non andare in tv.  

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