Cinquanta primari firmano una lettera in difesa dell’ospedale: “Una ricchezza, notizie irrispettose”

I primari dell’ospedale si schierano a difesa del nosocomio


Pubblicato il 12/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 20:53
biella

Cinquanta tra primari e responsabili di reparti, dipartimenti e servizi del Degli Infermi non condividono la rappresentazione dell’ospedale emersa dalle notizie sul caso-Urologia: «Siamo preoccupati per l’impatto che alcune dichiarazioni sui presunti casi di malasanità possono avere sui malati che vogliamo rassicurare ed esortare a riporre in noi la fiducia di sempre». Quella che in questi ultimi anni, dopo l’apertura del nuovo ospedale, è cresciuta e sempre più biellesi hanno scelto di farsi curare a Biella. Con la lettera indirizzata ai biellesi attraverso i media, i 50 firmatari non vogliono entrare nel merito delle vicende giudiziarie, ma porre l’accento su alcuni aspetti. Il mondo dell’ospedale è complesso: 5 mila cittadini al giorno vi entrano per diverse necessità; 20 mila ricoverati e oltre 2 milioni di prestazioni negli ambulatori all’anno. 

«Oltre al ruolo di medici abbiamo il dovere di gestire al meglio le risorse e le persone: applichiamo norme nazionali e regionali, regolamenti e linee guida aziendali e di reparto. Ci prefiggiamo obiettivi di miglioramento e gli uffici per il rischio clinico e per la qualità ci aiutano a verificare il nostro operato. Le decisioni cliniche sul malato sono sempre più condivise tra specialisti diversi. Il paziente viene costantemente informato per scegliere la terapia più appropriata. Non c’è nessuna “polvere” sotto il tappeto, ma una squadra di professionisti che lavora in modo organizzato e interdisciplinare per curare le persone e far crescere un ospedale finanziato con ingenti risorse del territorio». 

 

La lettera completa (clicca qui)  

 

Capacità e onestà intellettuale sono principi a cui si ispirano i professionisti dell’ospedale. «Il gradimento spesso manifestato dai pazienti è per noi motivo di orgoglio. La principale preoccupazione dei cittadini, dopo aver letto alcuni articoli in questi giorni, è di non ritrovare il giorno dopo la stessa assistenza e la continuità nelle cure. Il nuovo ospedale è una ricchezza del territorio che andrebbe meglio salvaguardato da chi ha ruoli istituzionali, di rappresentanza e di informazione. Minare la sua credibilità strumentalizzando situazioni che devono ancora essere oggetto di giudizio è irrispettoso verso i professionisti che ogni giorno operano con responsabilità, senso di appartenenza e dedizione». 

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