Dopo otto anni d’attesa il San Luigi inaugura il nuovo pronto soccorso

Investimento di 8 milioni, ma raggiungere la struttura resta difficoltoso per chi non viaggia in auto


Pubblicato il 12/01/2018
Ultima modifica il 12/01/2018 alle ore 15:30
orbassano (torino)

Sabato 20 gennaio è in programma il test di simulazione avanzata per mettere alla prova il sistema e garantire la massima sicurezza: l'ultimo step. Dal 23 l'apertura ai pazienti: la fine di un percorso lungo e tormentato, progettato nel 2008 e avviato nel lontano 2010. Questa mattina (venerdì 12) è stato presentato il nuovo pronto soccorso dell'ospedale San Luigi di Orbassano: sostituirà la vecchia struttura. Terminati i lavori edilizi, le postazioni tecniche e letto relative alle aree di gestione dei pazienti, è in fase di completamento la formazione del personale 

 

 

Presenti all'inaugurazione l'assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, il vicepresidente del Consiglio regionale, Nino Boeti, il commissario del San Luigi, Franco Ripa, e Roberta Siliquini, appena riconfermata alla guida del Consiglio Superiore di Sanità. 

 

 

L'INVESTIMENTO  

Parliamo di un investimento di 8 milioni per dotare di un Dea moderno e funzionale uno degli ospedali più importanti del territorio, oltre che sede universitaria. Il «Pronto» si sviluppa su un'area di 1.600 metri quadrati, ogni spazio è stato pensato per soddisfare le esigenze dei pazienti e di chi vi lavora. Il Dea, porta di ingresso e primo biglietto da visita di ogni ospedale, prevede: post-triage per attese differenziate normali e protette, 7 ambulatori, postazioni attrezzate per pazienti in attesa di ricovero o in osservazione, sistema informativo, sistema radiologico, ventilatori, ecografi.  

 

ORGANIZZAZIONE  

Nel nuovo modello organizzativo per percorsi omogenei il processo decisionale in ingresso integra valutazioni di priorità clinica e di complessità assistenziale per indirizzare il paziente al percorso idoneo fin dal triage e per facilitare lo scorrimento del flusso dei pazienti all'interno del pronto soccorso. La maggior parte dei percorsi clinico assistenziali può essere ricondotta a tre linee di attività a complessità crescente: a queste si possono aggiungere percorsi specifici per pazienti con bisogni particolari. Resta un punto debole: del pronto soccorso e più in generale di una grande struttura ospedaliera raggiungibile prevalentemente in auto, soprattutto per chi arriva da Torino. Le cose cambieranno non prima del 2020, quando la costruzione della stazione ferroviaria con le compensazioni della Torino-Lione permetterà il collegamento con la stazione di Torino-Porta Susa. Allora tramite la linea Sfm 5 sarà possibile raggiungere il San Luigi in 15-20 minuti: una rivoluzione copernicana.  

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