Regionali e alleanze, Liberi e Uguali si divide. Bersani apre al Pd, ma Sinistra Italiana non ci sta

Il caso della Lombardia e del Lazio. Il leader Grasso: «Decidiamo nell’assemblea». Fratoianni boccia il candiato Gori: «Serve discontinuità»
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Il manifesto elettorale di Piero Grasso


Pubblicato il 11/01/2018
Ultima modifica il 11/01/2018 alle ore 18:36

Liberi e Uguali, la formazione guidata da Pietro Grasso si divide sul tema delle alleanze alle elezioni regionali. Fa discutere la possibile intesa con il Pd in vista voto in Lombardia e Lazio. Ma se per il sostegno di Luca Zingaretti nel Lazio potrebbero aprirsi spiragli, più incertezza c’è in Lombardia, dove i democratici schierano il sindaco di Bergamo Giorgio Gori. 

 

«Gli appelli non bastano, il giudizio è di merito, politico». Con queste parole Nicola Fratoianni, segretario di Sinistra Italiana ed esponente di Liberi e Uguali chiude ad un’intesa con il Pd sul candidato Gori. Fratoianni venerdì 12 gennaio sarà a Cinisello Balsamo dove seguirà i lavori dell’ assemblea regionale della Lombardia di Liberi e Uguali. L’assemblea si terrà presso il salone della Coop Matteotti. Diverso, il discorso per il candidato nel Lazio Nicola Zingaretti dove «ci si confronta», spiega Fratoianni.  

 

Per l’unità del centrosinistra sono scesi in campo direttamente i «padri nobili» Romano Prodi e Walter Veltroni. Un appello che sembra far breccia tra le file degli ex dem. «Nel Lazio non sostenere Zingaretti, un uomo di sinistra, è un errore perché dobbiamo impedire che la Regione passi a Gasparri», afferma il governatore della Toscana Enrico Rossi, che aggiunge: «con Gori in Lombardia è opportuno aprire un confronto sul programma». «Stiamo lavorando. Proviamo a trovare un’intesa», spiega Pierluigi Bersani che, conversando con i giornalisti, si è detto contrario ad «un’ammucchiata solo per battere il centrodestra» pur confermando di lavorare per trovare un’intesa nel centrosinistra e non lasciare la vittoria alla destra. «Noi però dobbiamo avere un’idea di sinistra di governo», aggiunge l’ex segretario Pd, lasciando capire appunto che la convergenza sul nome di Zingaretti è più facile rispetto a quella su Gori. 

 

Ma Sinistra italiana non la pensa allo stesso modo, e mette in chiaro: serve discontinuità. Nicola Fratoianni, chiude la porta a ogni possibilità di intesa con il dem Giorgio Gori in vista delle elezioni in Lombardia. Discorso diverso per quanto riguarda Nicola Ziangaretti nel Lazio. «Lì c’è una discussione aperta. Vediamo», conclude Fratoianni.  

 

A tirare le fila è il leader di Liberi e Uguali Pietro Grasso: «Siamo un progetto politico plurale, è normale che ci siano posizioni diverse. Abbiamo concordato di ascoltare le indicazioni del territorio, domani ci saranno le assemblee sia in Lombardia che nel Lazio, poi prenderemo una decisione».  

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