48 ore a... L’Avana, città antica e sensuale

Casa coloniale a L’Avana (foto di Marco Moretti)


Pubblicato il 17/11/2017

Habana Vieja, il più esteso centro coloniale dell’America Latina, regala alla capitale cubana il titolo di regina dei Caraibi. Una città sensuale, bellissima, degradata, scandalosa, piena di colore, petulante, demodé: sono solo alcuni degli aggettivi che si addicono a l’Avana. Chiusa tra l’oceano Atlantico e un ventaglio di miti che spaziano dai libri di Ernest Hemingway - con avventure di mare, donne seducenti e drink inebrianti - fino alle imprese di Che Guevara, dai migliori sigari del mondo ai cocktail a base di rum. 

 

L’Avana El Capitolio (foto di Marco Moretti)  

 

PRIMO GIORNO  

Mattino  

Perdetevi tra strade, piazze e bar di Habana Vieja, strappata al degrado dall’Unesco che l’ha dichiarata patrimonio dell’umanità. Un mosaico di chiese barocche, case colorate e fortezze spagnole. Una griglia di strade percorsa dai conga, le orchestre seguite da cortei danzanti. Un borgo portuale dove gli sguardi a mandorla di marinai bianchi e gli occhi verdi di giovani mulatte evocano storie d’amore interpretate da conquistadores, pirati, indio, portatori cinesi e schiavi africani. Da plaza das Armas percorrete tutta calle Obispo, l’affollatissima via dello struscio con bar musicali, ristoranti, negozi e alberghi. Non mancate una sosta in plaza Vieja: la più bella con i portici, gli edifici coloniali ben restaurati e i giochi dei bambini.  

 

L’Avana edifici in Plaza Vieja (foto di Marco Moretti)  

 

Pranzo  

Per la pausa pranzo mangiate un piatto accompagnato da un mojito (miscuglio di rum bianco, succo di lime, zucchero, yerbabuena, poca soda e molto ghiaccio) in uno dei bar nella plaza de la Catedral animata da band di vecchi musicisti. 

 

Pomeriggio  

Habana Vieja è chiusa a est da Paseo de Martì, detto il Prado, dove si trovano il Parque Central e alcuni monumentali edifici ottocenteschi. Gli hotel Plaza e Inglaterra (il più antico dell’isola). Il Teatro Garcia Lorca del 1838 con la facciata decorata da statue, guglie e frontoni. E il neoclassico Capitolio National, copia del Campidoglio di Washington edificato a inizio Novecento: prima della rivoluzione era sede del Parlamento, ora ospita l’Academia de Ciencias de Cuba. Davanti al Capitolio sono parcheggiate decine di fiammanti auto americane degli anni Cinquanta, se ne può noleggiare una con autista per fare un singolare giro della città. 

 

L’Avana Social Club (foto di Marco Moretti)  

 

Cena  

La Bodeguita del Medio (calle Empredrado 207) era il bar preferito da Hemingway per bere il mojito; oggi è un ristorante che serve cucina tradizionale cubana, con menu di carne di maiale, avocado, riso, fagioli neri e chicarrones (ciccioli di maiale), e piatti di mare. 

 

© MARCO MORETTI

Cuba Mojito (foto di Marco Moretti)  

 

SECONDO GIORNO  

Mattino  

Raggiungete il Castillo de la Punta e da lì camminate sul Malecon, l’infinito lungomare, coglierete la forza dell’Atlantico e la decadenza di Habana Centro con i portici ombrosi e le facciate corrose dalla salsedine, fermatevi a chiacchierare con i pescatori, i jogger e la variegata e amichevole fauna umana che popola il lungomare. Tornate in centro attraverso il Vedado, la collina dove negli anni Venti del Novecento la borghesia locale fece costruire splendide ville liberty e moderniste; oggi è la parte più moderna della città.  

 

Musicisti a L’Avana (foto di Marco Moretti)  

 

Pomeriggio  

In centro visitate il Museo de la Revolución, allestito nell’ex palazzo presidenziale, dove - a fianco di armi e manufatti - ci sono molte foto dell’evento storico in cui sono ritratti Fidel Castro, Ernesto Che Guevara e gli altri leader della rivoluzione cubana. Per restare sul tema,  

raggiungete in taxi la sterminata Plaza de la Revolutión, quella degli interminabili discorsi di Fidel Castro: è dominata dal più elegante monumento a Che Guevara, il cui volto è stilizzato col ferro sopra la scritta ’Hasta la victoria siempre’. 

 

Faro del Castillo (foto di Marco Moretti)  

 

Tramonto  

Passeggiate lungo il canale, in riva alla baia - tra il rientro delle navi e i baci degli innamorati – per capire quanto è romantica Cuba. Poi tornate a Habana Vieja e a metà di calle Obispo fate una tappa al Café de Paris, dove fin dal pomeriggio si alternano band di tutti i generi caraibici. Per l’aperitivo andate a bere un daiquirì (due parti di rum, una di succo di lime e sciroppo di zucchero) al Floridita, a capo del bancone del bar c’è lo sgabello di Hemingway, per il quale il Floridita <era come un’amante, era impensabile un giorno senza>. 

 

Cena  

La Guarida (calle Concordia 418) è uno dei migliori paladares (cucine in case private) in un palazzo surreale, usato anche come scenografia di film: menu creoli con a scelta pollo, maiale, pesce o aragosta. 

 

 

 

 

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