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Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 15/11/2017.
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Gigi e “i suoi fratelli”. Juve, come ricostruire i campioni a terra

Domenica la trasferta con la Samp: nei piani del club c’è anche lo psicologo

Giorgio Chiellini è rientrato già ieri a Vinovo, ha barattato il giorno di riposo con un allenamento di scarico. Gli altri azzurri torneranno oggi, con il loro bagaglio di frustrazione e di amarezza: i campioni sono abituati a gestire emozioni e sentimenti, a mantenere l’equilibrio nell’altalena di successi e delusioni, però l’addio al Mondiale è un macigno, ha un’eco interiore difficile da prevedere.  

 

La delusione del capitano  

Lo hanno dimostrato le lacrime di Gigi Buffon, uno che ha collezionato scudetti e record, che ha sollevato la Coppa del Mondo ma ha anche conosciuto momenti bui: le finali di Champions perdute, la Serie B dopo Calciopoli. Ha sempre saputo girare pagina, ritrovare energie e tracciare obiettivi nuovi, però perfino la sua reazione, stavolta, è un interrogativo. E se i giovani Daniele Rugani e Federico Bernardeschi rischiano di soffrire di più per naturale inesperienza, il portiere, come Andrea Barzagli, può scontare la consapevolezza di non aver altre occasioni, di aver chiuso nel modo peggiore una fiaba. 

 

I colloqui con i dirigenti  

Dovranno tutti ricostruirsi in fretta, dietro l’angolo c’è la Sampdoria. E subito dopo tornerà la Champions con Juve-Barcellona. Non sarà semplice, dietro un campione c’è sempre un uomo, ma nelle pieghe dei primi contatti, nei colloqui telefonici con i rappresentanti della società, in mezzo allo scoramento è emersa la voglia di ripartire. La sensazione, tra la Continassa e Vinovo, è che gli azzurri sapranno trovare da soli, dentro se stessi, magari con un pizzico di fatica in più, la forza di sollevarsi, sostenuti dai dirigenti e dall’allenatore consapevoli di essere di fronte a un evento particolare, ma è anche possibile, se dovessero ritenerlo, utilizzare l’esperienza del professor Giuseppe Vercelli, responsabile dell’area psicologica della Juventus dal 2011, voluto dall’ad Beppe Marotta che ha sempre creduto nell’importanza della psicologia dello sport. Prevalentemente destinate agli allenatori, a loro volta «psicologi» nella gestione del gruppo, figure professionali come quella del professor Vercelli sono naturalmente a disposizione dei calciatori. E mai come stavolta potrebbero rivelarsi preziose. 

 

Antonio Barillà
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