L’esercito si ribella a Mugabe. Zimbabwe sull’orlo di un golpe

Il capo delle forze armate sfida il 93enne presidente-dittatore

Robert Mugabe controlla lo Zimbabwe da 37 anni. È salito al potere nel 1980 dopo l’indipendenza dello Zimbabwe dal Regno Unito


Pubblicato il 15/11/2017
città del capo

Per la prima volta in 37 anni, l’esercito dello Zimbabwe si ribella al decano dei presidenti-dittatori africani Robert Mugabe, che guida l’ex colonia inglese dal 1980. I carri armati hanno chiuso alcune delle arterie principali che portano alla capitale Harare e hanno bloccato la strada in direzione del Palazzo presidenziale. Il capo dell’esercito, Constantino Chiwenga, ha dato 24 ore di tempo al 93enne Mugabe per riammettere nello Zanu-Pf (Zimbabwe African National Union Patriotic Front), il partito di governo, l’ormai ex vice-presidente Emmerson Mnangagwa. Quest’ultimo, a lungo a capo dei servizi segreti e tra i principali candidati per la successione alla presidenza, da sempre vanta un legame speciale con l’esercito per la sua partecipazione attiva nella lotta di liberazione contro il Regno Unito. «Nel partito si sono infiltrati controrivoluzionari che vogliono distruggerlo - aveva detto lunedì il leader dell’esercito - servono azioni drastiche per evitare che una minoranza generi fratture che possono condurre alla guerra civile». Un monito che in meno di 24 ore si è trasformato in atto di forza, sufficiente a svuotare le strade della capitale e far tremare i palazzi del potere. 

 

ll 93enne presidente dello Zimbabwe si trova ora a un bivio che lo costringe a delicate scelte. Da una parte l’esercito, da sempre alleato di Mugabe, grato al «vecchio Bob» per quanto fatto per la liberazione dell’ex Rhodesia e dei generosi salari ricevuti in 37 anni di governo. Dall’altro Grace, la seconda moglie di Mugabe e acerrima nemica dell’ala militare del partito che l’accusa di pilotare l’anziano marito per potergli succedere alla sua morte. Una frattura interna alla creatura politica del più anziano Capo di Stato al mondo che genera frizioni da più di un anno anche a seguito delle sempre più precarie capacità cognitive del leader dello Zimbabwe. Secondo i detrattori di Grace, nonostante il discreto stato di salute per un uomo di 93 anni che ancora viaggia e presenzia ai principali appuntamenti politici mondiali, i momenti di lucidità si sarebbero ridotti e questo sarebbe un vantaggio per la moglie Grace, in grado di tramare alle sue spalle avendo ancora l’appoggio del marito-presidente.  

 

Da giorni si sono perse le tracce dell’esautorato vice-presidente, detto il «coccodrillo», che si troverebbe a Johannesburg in Sudafrica con la famiglia, dopo aver ricevuto minacce di morte anonime. Senza di lui la sua compagine, soprannominata “Team Lacoste”, è deficitaria a patto che l’avvertimento dell’esercito di queste ore non si trasformi in un vero e proprio colpo di Stato. Negli scorsi mesi numerose manifestazioni di protesta si sono tenute nella capitale Harare, tutte represse dalla polizia, fedele a Mugabe. Sono ore cruciali per l’ex granaio d’Africa, anche perché il prossimo luglio sono previste le elezioni presidenziali, fino ad oggi con il 93enne Presidente Mugabe candidato e probabile vincitore.  

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