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Esteri
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Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 15/11/2017.
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La rivoluzione della Barbie: cambia look e si mette il velo

Dall’anno prossimo sarà sul mercato una nuova bambola con l’hijab. Il modello è la schermitrice Usa Ibtihai Muhammad: «Realizzo un sogno»

«Dedico questa Barbie a tutti coloro che non hanno creduto in me». Con queste parole Ibtihaj Muhammad, la campionessa americana di scherma ha presentato la nuova versione della bambola più famosa al mondo.  

 

Una barbie schermitrice ma con velo, proprio come Ibtihaj che in osservanza alla sua fede musulmana indossa l’hijab sempre, anche quando tira di sciabola. La sua immagine sul podio del bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016 è divenuta iconica. Così come è destinata a diventarlo la sua sosia in scala che la campionessa olimpionica ha presentato al «Glamour’s Women of the Year summit», l’appuntamento tutto al femminile che si tiene al Brooklyn Museum di New York.  

«È un sogno d’infanzia diventato realtà», ha detto Muhammad, mentre Mattel, il marchio simbolo dei giocattoli che ha messo al mondo Barbie, ha replicato dicendo che la 31enne campionessa americana, «continua ad ispirare ovunque donne e ragazzine a infrangere barriere». La Barbie col velo fa parte di una serie chiamata «Shero», paradigma che nasce dalla combinazione di «she» e «hero», (lei un’eroina), dedicata alle donne che sono riuscite a superare ogni barriera. Della serie fanno parte anche la ballerina Misty Copeland, la ginnasta Gabby Douglas e la regista di «Selma», Ava DuVernay.  

 

Ed è solo l’inizio perché Mattel ha anticipato che il prossimo anno usciranno altre Barbie realizzate pensando a figure ispiratrici al femminile. La società con sede a El Segundo, in California, aveva già lanciato «Curvy Barbie» o «Petite Barbie», le versioni della bambola con qualche chilo in più, ispirata alla modella americana «plus size» Ashley Graham, o qualche centimetro in meno. Del resto la perfezione della Barbie tradizionale - alta, bella e bionda - è stata descritta da alcuni quasi discriminatoria, in contrasto con la richiesta di diversità e la necessità di inclusività che impone il mondo moderno.  

 

E con l’obbligo di catturare un pubblico più eterogeneo, oltre che anche più normale, obiettivo funzionale agli interessi di Mattel alle prese con un momento di crisi non indifferente (il titolo ha perso in Borsa solo quest’anno il 47%, il titolo è scivolato ai minimi dal 2009).  

 

La Barbie con l’hijab però va oltre e può essere uno strumento pedagogico volto a far conoscere alle più piccine un mondo che potrebbe apparire altrimenti lontano come spiega Muhammad su Twitter. «Grazie Mattel per avermi scelta come l’ultima componente della famiglia “Shero” - ha scritto la campionessa olimpionica -. Sono orgogliosa di sapere che le bambine di tutto il mondo possano giocare con una Barbie che indossa l’hijab». 

francesco semprini
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