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Economia
Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 15/11/2017.
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Camilla Crociani “Non mollo Vitrociset” È giallo sulla vendita

Il giallo della vendita di Vitrociset rischia di diventare una farsa. Lunedì è arrivato l’annuncio dell’acquisizione da parte dell’imprenditore Antonio Di Murro della società leader nel settore dei radar e delle comunicazioni criptate, finita nella bufera per la vicenda dei Paradise Paper. Ma ieri nel primo pomeriggio Camilla Crociani di Borbone, proprietaria dell’azienda, ha smentito la vendita con una nota dell’avvocato Francesco Gianni.  

 

Sulla cessione di Vitrociset «ci sono state varie proposte alla nostra attenzione che si è deciso non fosse opportuno perfezionare» spiega la nota della signora Crociani che poi precisa che l’eventuale cessione è «evidentemente sottoposta alla norma sulla golden power e quindi il governo ha l’ultima parola» sulla vendita di quote. Qualche ora dopo, verso le 16,30 si fa vivo l’imprenditore Antonio Di Murro che precisa «di non aver mai dichiarato di aver perfezionato il contratto per l’acquisto della Vitrociset per il semplice motivo che la legge italiana prevede che il trasferimento delle quote di una società strategica sia sottoposto alla preventiva valutazione della golden power». Di Murro dice anche che l’accordo di acquisto di Ciset-Vitrociset è stato raggiunto con la Croce International BV, «l’unico formale interlocutore titolato». 

 

Ma le polemiche non si placano. Alle 18,10 un’altra nota. Giacomo Cavallo, l’amministratore unico di Ciset (che controlla Vitrociset con il 98,5%) spiega che «la proprietà non è mutata». Poi rincara la dose, parla di «infondate notizie... fatte circolare artatamente da chi voleva farsi pubblicità... producendo, molto probabilmente, un accordo firmato mesi fa poi non perfezionato, semplicemente perché il potenziale acquirente ha dimenticato un piccolo particolare, cioè quello di pagare il prezzo». Ma secondo indiscrezioni, Di Murro sarebbe disposto a pagare 60 milioni per Vitrociset. 

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