In Centro America fra piogge di sardine e la Pompei dei Maya

A caccia di misteri in Honduras, Belize e El Salvador. Città barocche e vulcani, poi si nuota fra gli squali

Tazumal (qui sopra) è con Cihuatán e Joya de Ceren fra i grandi siti archeologici maya di El Salvador (foto Mariordo)


Pubblicato il 14/11/2017

Bambini o ex bambini che voi siate, potreste avere letto la storia a fumetti «Paperino e la leggenda dello Scozzese Volante», un classico più volte ristampato nei decenni. Vi si racconta di una misteriosa pioggia di sardine, che sfama e rende felici i poveri di Tegucigalpa, capitale dell’Honduras. Alla fine si scopre che a provocarla è Pap McPaper, un pirata antenato di zio Paperone: pentito di aver saccheggiato Tegucigalpa secoli fa, McPaper fa ammenda elargendo questa manna dal cielo. Chi ha letto la storia da piccolo ha di certo conservato memoria di quei posti così esotici, Tegucigalpa, Honduras, e ha desiderato andarci. E magari si è sorpreso, anni dopo, nell’apprendere che la pioggia di piccoli pesci cade davvero, non proprio su Tegucigalpa ma lì vicino. Capita quando una tromba d’aria intercetta in mare un banco di pesciolini (non solo sardine), li solleva e poi li scarica all’interno del Paese. Resta un mistero la precisa geografia di queste piogge: si riversano sulla cittadina di Yoro e sul sobborgo La Unión. Nessuno sa il perché.  

 

Le foreste del Centro America sono il paradiso dei pappagalli  

 

Ce n’è abbastanza per suscitare curiosità riguardo all’Honduras? Forse a far piovere pesci dal cielo sono gli dèi maya, visto che il Paese ospita alcuni dei loro templi più belli. Copán è un enorme sito archeologico assediato dalla foresta, con piramidi grandiose e pappagalli ovunque. Lì vicino la cittadina di Gracias offre chiese e palazzi barocchi ma anche quartieri popolari che sembrano la «location» ideale per qualunque film ambientato in Centro America. Quanto alla natura, in Honduras non bisogna farsi sfuggire il lago vulcanico Yojoa, quasi incontaminato, come devono averlo visto i maya; sulle sue rive si coltiva (provare per credere) il miglior caffè del mondo. E un altro vanto dell’Honduras, nel mare dei Caraibi, è l’isola di Roatan, paradiso tropicale perfetto per concludere in spiaggia un viaggio di esplorazione. 

 

Il mare di Silk Cayes nel Belize (foto Walter Rodriguez)  

 

Un’esperienza speculare (mare + maya) è offerta dal prospiciente Belize, affacciato sul Golfo di Honduras. La penisola belizana di Placencia propone sabbie dorate e scorpacciate di pesce preparato secondo la cucina creola; qui manca la pioggia di sardine dal cielo, ma vabbè. L’acqua turchese della riserva marina di Silk Cayes non teme confronti al mondo. Poi nel Belize si può fare un’esperienza rara: nuotare fra gli squali senza protezione. Certo si tratta di squali nutrice e di mante, non dei più pericolosi, però grossi e non addomesticati. Hanno comunque il riflesso pavloviano di accorrere quando sentono il rumore delle barche che getteranno loro del cibo: ne arrivano a centinaia. Il posto in cui provarci si chiama Shark Ray Alley: nome inglese, perché il Belize in Centro America è l’unica ex colonia britannica. 

 

La cittadina di San Ignacio nel Belize (foto Kaldari)  

 

Le sue radici storiche, però, sono maya e ispaniche. Per assaporarle puntate sulla cittadina di San Ignacio in mezzo alla foresta equatoriale, girate per le sue stradine colorate, e poi ammirate le piramidi maya di Xuantunich (26 fra templi e palazzi). Se siete fortunati potrete incontrare il fantasma di una donna vestita di bianco e con gli occhi di fuoco che qualcuno dice di vedere ogni tanto entrare e uscire dai blocchi delle pietre antiche. Nel Belize è stato anche scoperto un famoso teschio di cristallo a cui vengono attribuiti poteri esoterici; comunque l’hanno portato via dal Paese molti anni fa, ne riferiamo solo per segnalare che il Centro America è una miniera di misteri e di scoperte.  

 

Il Lago di Coatepeque nel Salvador (foto Lee Siebert, Smithsonian Institution)  

 

Mettere insieme in un singolo viaggio l’Honduras e il Belize è una strategia. A San Salvador (la capitale di El Salvador) si è appena svolto un meeting di operatori centroamericani (Catm 2017) per rilanciare il concetto del turismo multiplo: una volta in Centro America, anziché visitare un solo Paese perché non vederne due o tre, fra i sette dell’Istmo? E nel caso nostro, il pacchetto di tre Stati contigui può essere completato proprio dal Salvador.  

 

Questo Paese ospita tre dei siti maya più belli: Cihuatán, Tazumal e Joya de Ceren, che si è conquistata la nomea di «Pompei maya» facendosi seppellire dalla cenere di un’eruzione vulcanica: così è diventata una capsula del tempo e ha preservato, oltre ai monumenti, anche gli oggetti della quotidianità di quell’antico popolo. Pur essendo (a sua volta) di origine vulcanica, nei paraggi offre visioni molto più tranquille il Lago di Coatepeque, e quando ci si avvicina alla capitale San Salvador si dovrebbe vincere la pigrizia e arrampicarsi sui sentieri del vulcano Boquerón: dalla sua cima si ammira l’ampio cratere che ospita pure il Volcancito, cioè un vulcanetto creato proprio nel centro da un’eruzione tardiva. Consigliabile il pranzo al ristorante Las Brumas con vista spettacolosa su San Salvador.  

 

Puro fascino latino-americano nella cittadina di Suchitoto (foto Michael Swigart)  

 

Il fascino coloniale ispanico del Paese si gusta nella cittadina di Suchitoto, non lontano dalla capitale, e nel centro di Santa Ana; mentre l’ecosistema marino della Bahía de Jiquilisco (dove le tartarughe depongono le uova) e il Santuario delle Scimmie ci ricordano che il centro America è anche natura selvaggia. Da assaporare con una tazza di cioccolata locale. 

 

 

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