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Economia
Articolo tratto dall'edizione in edicola il giorno 14/11/2017.
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Vitrociset nella bufera passa al carneade Di Murro

Dopo mesi di boatos, da ieri è ufficiale: la Vitrociset, società leader nel settore dei radar e delle comunicazioni riservate, passa di mano. La famiglia Crociani vende. L’imprenditore Antonio Di Murro compra. E ora la palla passa alla presidenza del Consiglio, in quanto Vitrociset (di cui Finmeccanica ha l’1,5%) gestisce contratti delicatissimi nei confronti del ministero della Difesa e dell’Interno, Agenzia delle Entrate, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Agenzia spaziale italiana. E non solo: gli ultimi contratti sono per il sistema di navigazione satellitare europeo Galileo, la Lockheed Martin per il cacciabombardiere F-35, il Poligrafico dello Stato.  

 

Se il governo non eserciterà il «Golden Power», ossia il diritto di veto che si è riservato sulla compravendita di aziende strategiche (ma contro scorribande estere, non è previsto il veto contro un imprenditore italiano), e se quindi la vendita della Vitrociset sarà perfezionata, uscirà dunque di scena una famiglia fin troppo nota alle cronache per far spazio al semisconosciuto Di Murro.  

 

Del nuovo «padrone» delle comunicazioni criptate italiane si sa solo che è di origini abruzzesi, che è stato a lungo un manager delle Partecipazioni statali in Italimpianti/Iri, e che a partire dagli Anni Novanta ha fatto il salto di qualità ed è diventato imprenditore. I suoi interessi sono radicati nel Lazio meridionale, tra Colleferro e Valmontone. Nel 1993 fu raggiunto da un avviso di garanzia emesso dalla procura di Velletri, lui e alcuni amministratori locali di Valmontone, per una presunta storia di corruzione legata al nascente Interporto merci. L’uomo uscì quasi subito dall’inchiesta. Gli amministratori furono assolti nel 2000 perché «il fatto non sussiste».  

 

Nel frattempo Di Murro è cresciuto nel business della logistica e dell’alimentare. Attualmente è socio al 51% della società FG Tecnopolo Holding di Roma, una srl che si occupa di ingegneria, architettura, design e servizi tecnici. La prima decisione di Di Murro quanto a Vitrociset è stata la nomina di Luca D’Amato, manager Selex/Leonardo di lungo corso, a nuovo amministratore delegato. In questo modo Di Murro ritiene sia garantita la continuità nella gestione e anche l’affidabilità nei confronti degli apparati dello Stato. Secondo indiscrezioni, la società, che vanta 800 dipendenti, sarà pagata con l’esborso di circa 60 milioni di euro più una quota di debito.  

 

Con l’acquisizione della società si rompe anche la catena di società-ombra che tanto ha fatto discutere. A comprare è infatti una società italiana che pagherà qui le tasse. A vendere è una società olandese, a sua volta controllata da un Grand Trust spostato di recente da Bahamas a Jersey. Da ultimo, con lo svelamento dei «paradise paper», si è scoperto che la signora Edoarda Crociani avrebbe portato in paradisi fiscali all’estero tutti i suoi beni milionari.  

 

Forse le ultime rivelazioni non c’entrano con l’affare. Le trattative vanno avanti da tempo. Ma è anche vero che l’anziana vedova Crociani - il marito Camillo, presidente di Finmeccanica, nel 1976 scappò all’estero per lo scandalo Loockheed - si sentiva sempre più logorata dalla dinasty familiare che divide giudiziariamente le sue due figlie Camilla e Cristiana. I dividendi della Vitrociset, passando per Olanda, Lussemburgo e Curacao, sono affluiti al Grand Trust con sede a Jersey. Cristiana Crociani ha però portato la madre e la sorella in tribunale accusandole di aver «spogliato» il Grand Trust e ha avuto ragione dalla prima sentenza, che ha ordinato alla madre di restituire 100 milioni di euro.  

 

francesco grignetti
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