Bologna, nell'università più antica

L'Alma Mater Studiorum è stata fondata nel 1088 ed è l'ateneo più prestigioso d'Italia.
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Università di Bologna, l'Archiginnasio


Pubblicato il 13/11/2017
Ultima modifica il 13/11/2017 alle ore 05:00

L’Università di Bologna, l’Alma Mater Sudiorum, vanta due primati. Innanzi tutto è la più antica del mondo occidentale, fondata nel 1088. E poi ha aperto la strada per l’insegnamento. E’ da tutti riconosciuta come il più prestigioso ateneo italiano nonché uno dei simboli più celebri di Bologna. E’ grazie alla presenza della sua università, infatti, che il capoluogo dell’Emilia Romagna è passato alla storia coma “Bologna La Dotta”. Si deve a Giosuè Carducci l’anno preciso della sua nascita, concordato tramite una commissione istituita nel 1888 di cui era presidente, nonostante le prime edizioni note di statuti universitari risalgano al 1317.

Università di Bologna: la storia Durante l’XI secolo la situazione politica era segnata dalla forte influenza di Chiesa e monarchia. A Bologna si sentiva l’esigenza di favorire lo sviluppo di un’istruzione libera, che dei distaccasse dalle scuole di stampo ecclesiastico. Furono gli stessi studenti che si organizzarono autonomamente scegliendo i maestri più prestigiosi: tra questi il giurista Irnerio, considerato il primo studioso di fama internazionale dell’Università. Se inizialmente era il Comune che garantiva la continuità delle lezioni, dopo l’intervento di Federico Barbarossa con la Constitutio Habita del 1158 l’ateneo venne riconosciuto come luogo di ricerca. E per queste indipendente dall’autorità politica.

Venivano insegnati soprattutto grammatica, retorica, logica e diritto fino a quando, dal XIV secolo, agli studi giuridici si affiancarono quelli di stampo medico, filosofico e matematico oltre che teologico. Fu proprio tale allargamento di visuale ad attrarre nomi illustri del panorama culturale italiano, primi su tutti quelli di Dante e Petrarca. A cui seguirono altre grandi personalità come Thomas Becket, Erasmo da Rotterdam, Torquato Tasso, Carlo Goldoni, Pico della Mirandola e Niccolò Copernico. L’Alma Mater, la Madre di tutte le Università, è ancora oggi un punto di riferimento nel panorama  non solo italiano ma anche internazionale, pur non avendo più il ruolo di centro propulsore della ricerca.

Conta oltre 85.000 studenti ed ha sedi distaccate in tutti i grandi centri della Romagna: Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini. A Bologna gli studenti arrivano sotto i portici di Via Zamboni, la strada che conduce fino alle due Torri, e nell’area circostante tutto ruota attorno all’Università. L’edificio centrale, quello che ospita il rettorato, è al numero 33, presso Palazzo Poggi. Al suo interno c’è un’aula dedicata a Carducci che qui tenne le sue lezioni di letteratura italiana. L’Archiginnasio, in Piazza Galvani, è la sede antica: tra i suoi fiori all’occhiello la Biblioteca comunale e il teatro anatomico, una sala costruita in legno d’abete dove si tenevano le lezioni di anatomia, testimonianza tra le più significative della gloriosa tradizione universitaria della città.

 

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