Consip, le accuse di Marroni a Tiziano Renzi. Il padre dell’ex premier replica: “Nulla da nascondere”

Gli sviluppi dell’inchiesta provocano un nuovo terremoto politico. Luca Lotti, ministro dello Sport si dice «totalmente estraneo». Replica Cuperlo: “Fossi in lui farei un passo di lato”
ANSA

Tiziano Renzi


Pubblicato il 02/03/2017
Ultima modifica il 02/03/2017 alle ore 22:55

L’appuntamento è per venerdì, nelle prime ore del pomeriggio, a piazzale Clodio. Tiziano Renzi, padre dell’ex premier Matteo, uno dei personaggi chiave dell’inchiesta Consip, dovrà rispondere alle domande del procuratore aggiunto Paolo Ielo e del sostituto Mario Palazzi sul suo, presunto, ruolo dietro il giro di pressioni esercitato presso la centrale acquisti della pubblica amministrazione per favorire l’imprenditore napoletano Alfredo Romeo. 

 

Tiziano Renzi venerdì davanti al procuratore  

Assistito dal proprio avvocato, Renzi sarà interrogato in qualità di indagato per traffico di influenze illecite. Si tratta di un reato che punisce forme di remunerazione di illecite attività di mediazione. Nel caso di Tiziano Renzi (così come per il suo amico imprenditore Carlo Russo) l’ipotesi di accusa fa riferimento alla promessa di somme di danaro - una sorta di stipendio mensile, di cui secondo l’accusa vi sarebbe traccia in un “pizzino” recuperato dai carabinieri in discarica - che Romeo avrebbe assicurato in cambio del sostegno, attraverso lo sfruttamento delle relazioni esistenti tra il padre dell’ex segretario Pd e Luigi Marroni, ad di Consip, per l’assegnazione di appalti. 

 

Ipotesi che Renzi senior respinge con determinazione: «Non ho mai chiesto soldi - ha dichiarato - non li ho mai presi. Mai. E credo che i magistrati abbiano tutti gli strumenti per verificarlo. Non vedo l’ora che venga fuori la verità: voglio essere interrogato, voglio che verifichino tutto di me, non ho nulla da nascondere. Nulla. Mi sembra di vivere un incubo». 

 

Ma a pesare sulla posizione dell’indagato ci sono non solo alcune intercettazioni, ma anche le dichiarazioni di Marroni che, interrogato dai pm napoletani, come riportato dall’ Espresso, avrebbe sostanzialmente parlato di pressioni ricevute da Carlo Russo per intervenire sui commissari di gara per conto del «babbo di Matteo» e del parlamentare di Ala Denis Verdini. «Carlo Russo - ha messo a verbale Marroni - mi ha chiesto di intervenire sui commissari di gara per conto del babbo di Matteo e del parlamentare di Ala. Mi dissero che loro erano `arbitri´ del mio destino professionale».  

 

La gara in questione  

La gara in questione era quella dell’appalto Fm4 (facility management) da 2,7 miliardi bandito da Consip e Romeo puntava all’assegnazione di uno dei lotti più prestigiosi, quello della manutenzione del palazzi istituzionali. Marroni è stato sentito come persona informata sui fatti e, secondo il settimanale, nel corso dell’interrogatorio l’Ad «racconta di un vero e proprio `ricatto´ subito» da Russo. «Riferisce di pressanti `richieste di intervento´ sulle Commissioni di gara per favorire una specifica società; di `incontri´ riservati con il papà di Renzi a Firenze; e di `aspettative ben precise´ da parte di `Denis Verdini e Tiziano Renzi´» sull’assegnazione di gare Consip per centinaia di centinaia di milioni”. Il settimanale scrive ancora che Marroni ha rivelato come a marzo del 2016 il padre del premier «in persona» gli chiese «un incontro riservato, effettivamente avvenuto - a suo dire - in piazza Santo Spirito a Firenze» per «accontentare» le richieste di Russo. 

 

Tra gli altri argomenti che gli inquirenti potrebbero approfondire domani con Tiziano Renzi, anche quanto riferito dal commercialista napoletano Alfredo Mazzei, esponente del Pd locale ed amico di Romeo, che ha parlato di un incontro riservato tra Renzi, lo stesso Romeo e Russo in una sorta di «bettola», una trattoria senza pretese. Anche questa circostanza ha provocato la reazione di Tiziano Renzi: «Non ho mai fatto cene segrete in bettole in vita mia, come scrive qualcuno. Conosco effettivamente Carlo Russo, del cui figlio sono padrino di battesimo, ma leggo cose sui giornali di cui non so assolutamente nulla». 

 

Cuperlo su Liotti: “Al suo posto farei un passo di lato”  

Coinvolto nell’inchiesta c’è anche il ministro allo Sport Luca Liotti. «Emerge una situazione che fa riflettere» dice l’esponente della minoranza dem Gianni Cuperlo a “Piazzapulita” su La7. «Il ministro Lotti rivendica legittimamente la sua estraneità», aggiunge. Cuperlo rivendica il suo essere garantista dicendo di «non chiedere le dimissioni di nessuno» ma specifica che, se fosse al posto di Lotti, “un passo di lato lo farei».  

 

La replica di Liotti: “Campagna vergognosa”  

Liotti parla di «campagna vergognosa» e replica su Facebook agli attacchi politici per il suo coinvolgimento nell’inchiesta Consip e alla mozione di sfiducia presentata contro di lui. E su twitter scrive: «Ora basta». «Se qualcuno pensa di far passare il messaggio che siamo tutti uguali, che noi siamo come gli altri, che «tutti rubano alla stessa maniera», avete sbagliato destinatario. Noi siamo gente seria e perbene. Abbiamo governato per anni Firenze e l’Italia senza farci trascinare nel fango. La verità non ha paura del tempo. E noi abbiamo pazienza e forza per sopportare la vergognosa campagna di queste ore». 

 

 

Lunedì l’interrogatorio di garanzia di Romeo  

Intanto il gip Gaspare Sturzo ha fissato per lunedì 6 marzo l’interrogatorio di garanzia di Romeo, da ieri nel carcere di Regina Coeli con l’accusa di corruzione. «Al momento non abbiamo ancora deciso se Romeo si avvarrà o meno della facoltà di non rispondere - spiegano i suoi difensori - domani ci rincontreremo e decideremo che strategia difensiva adottare in questa fase. Comunque è combattivo, lucido e studia le carte».  

 

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